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3 Luglio 2012 Pubblicato da Marco Manferdini

Bitcoin: e se il futuro fosse la moneta digitale?

 - Tags:  #bitcoin, #crisi monetaria, #euro, #Situazione Finanziaria

E se l'euro crollasse? Se tornassimo alla lira? Numerosi economisti hanno illustrato scenari apocalittici nel caso in cui queste ipotesi si verificassero, con una perdita almeno del 60% del potere di acquisto. Ma anche rimanere con questo euro malato non è una prospettiva allettante.

Il problema, in realtà, è proprio il denaro in sé. Come è ormai tristemente noto, i sistemi monetari tradizionali sono estremamente fragili. Svalutazione, rischio di default e necessità di rivolgerci a intermediari (leggi: banche) e sottostare alle loro condizioni sono solo alcuni dei rischi che minacciano le somme che crediamo di possedere.

Del resto, abbiamo visto che investire nell'oro ha i suoi pro, ma anche i suoi contro: l'oro dev'essere custodito e non possiamo certo metterlo sotto il materasso, ci può essere rubato o confiscato (come accade, ad esempio, in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale) o addirittura il suo possesso può essere dichiarato illegale, come è successo, ad esempio, negli Stati Uniti dal 1933 al 1975.

E allora? Una possibile alternativa arriva dalla rete e si chiama Bitcoin. Nel 2009 un misterioso ricercatore giapponese di nome Satoshi Nakamoto (ma l'identità è probabilmente falsa) ebbe infatti un'idea che potrebbe rivelarsi rivoluzionaria: coniare una moneta elettronica protetta da un sistema di crittografico che ne impedisce la contraffazione e protegge l'anonimato delle transazioni, basata su un modello di scambio peer2peer, ovvero distribuito su una rete di 'nodi' tutti allo stesso livello, senza il controllo di un ente centrale e senza la necessità di intermediari.

Si è discusso molto di Bitcoin, dei suoi vantaggi, ma anche dei suoi pericoli. Ad esempio, l'anonimato delle transazioni potrebbe essere sfruttato per evadere il fisco o per traffici illegali. Negli ultimi tempi, inoltre, sono sorte immancabilmente alcune forme di speculazione: sebbene sia nata come moneta per acquistare beni, alcuni hanno iniziato a considerare Bitcoin un investimento, acquistandone grosse somme e facendone lievitare il valore. È quindi facile, secondo alcuni, che si generi un rischio-bolla, alimentato anche dal fatto che la quantità di bitcoin generabili è rigidamente limitata dall'algoritmo.

Occorre però saper filtrare le notizie che corrono in rete, scartando sia gli eccessivi entusiasmi, sia gli allarmismi. Nulla è immune dal rischio, a questo mondo. È chiaro che una nuova forma monetaria presenti numerose incognite, ma è chiaro anche che un sistema che rende inutili i controlli centrali possa far molta paura a molti. E, infine, occorre valutare se il nuovo comporti più rischi che rimanere ancorati al vecchio.

Nei prossimi post vedremo dunque come funziona Bitcoin e, con un occhio sempre critico e attento, ne valuteremo i vantaggi e gli svantaggi. Nell'attesa, potete vedere in questo video una prima spiegazione sul suo funzionamento.

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