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18 Settembre 2012 Pubblicato da Marco Manferdini

Bitcoin su carta di credito: la moneta virtuale diventa... reale?

 - Tags:  #bitcoin, #valute

Seguo con molto interesse le evoluzioni di Bitcoin, la valuta elettronica basata su un sistema P2P  totalmente anonima e svincolata dal controllo di qualsiasi ente centrale, sia esso uno Stato o una Banca.

L'interesse si è rinfocolato nelle scorse settimane, quando la startup americana BitInstant ha annunciato di voler lanciare entro l'anno una carta di credito che utilizza Bitcoin. Questo significherebbe, in pratica, che la circolazione di questa moneta virtuale uscirebbe dalla cerchia ristretta dei beni venduti online, per entrare a tutti gli effetti nel mercato reale.

A ciò si è aggiunta l'indiscrezione di un accordo con Mastercard per utilizzare il suo circuito di pagamento. Dal colosso delle carte di credito è arrivata una smentita, mentre sembra che l'iniziativa di Bitinstant abbia trovato l'appoggio di una banca americana e di una internazionale.

Comunque vadano le cose, personalmente, nutro alcuni dubbi sulla possibilità di riuscita di questo pur geniale progetto. Realizzare "la valuta dentro nessun paese", svincolata dal debito dei singoli stati che la emettono è un sogno che, per diventare reale e diffuso, dovrà affrontare l'opposizione di potentissime lobby, Stati e banche che invece lucrano attraverso i meccanismi che purtroppo ben conosciamo, soprattutto dagli effetti: inflazione, perdita di potere d'acquisto e rischio di default solo per citarne alcuni.

Con le valute nazionali, tu acquisti il debito di quella nazione, e se la nazione fallisce ti ritrovi in mano dei semplici pezzi di carta – e oggi, nemmeno quelli – senza alcun valore. Bitcoin riduce ai minimi termini questo rischio frazionandolo su una rete di nodi senza un centro e con un sistema di coniazione rigidamente programmato che impedisce la sua inflazione.

Non per nulla il principale capo d'accusa contro Bitcoin è l'anonimato, che ovviamente è stato spesso utilizzato per paventare il rischio di traffici illeciti. Personalmente, sento puzza di bruciato ogni volta che qualcuno mi mette in guardia dai pericoli di una maggiore libertà. Comunque sia, la carta di credito Bitinstant neutralizza almeno questo pericolo, perché obbligherà gli utenti a fornire le proprie generalità.

Piuttosto, i possibili limiti di cui Bitcoin sta già mostrando indizi sono altri e ne ho già parlato in altri articoli: il rischio che una valuta nata per facilitare gli scambi diventi diventi un investimento in sé, creando l'ennesima bolla. Nel momento in cui scrivo, infatti, per acquistare un bitcoin sono necessari 9,03 euro (il cambio lo potete verificare in questo sito). Siccome anche il cambio subisce la legge della domanda e dell'offerta, questo dato ci suggerisce che la temperatura della domanda è a dir poco rovente. E siccome l'offerta rimarrà sempre limitata, il rischio che i Bitcoin si accumulino nelle mani di pochi è molto alto.

Detto questo, non è comunque possibile prevedere con certezza quale piega prenderà la moneta virtuale nel momento in cui entrerà di fatto in concorrenza con le altre valute. E non ci sono ragioni per affermare che la sua esistenza possa causare mali peggiori di quelli provocati dalle valute tradizionali. Siccome sono per natura ben disposto verso le novità, rimango a osservare come sempre con curiosità e con grande interesse.

 

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