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8 Febbraio 2013 Pubblicato da Marco Manferdini

C'è la crisi? Meno male che c'è la crisi!

 - Tags:  #cambiamenti, #crisi, #Situazione Finanziaria, #studiare

Questo post nasce dalla mia esperienza diretta. A scanso di equivoci, la crisi mi ha imposto di cambiare radicalmente il modo in cui lavoro, di cercare nuove strade anche prendendo l'aereo e cercando nuovi orizzonti per le mie attività. Già, la crisi. Spesso ci viene da maledirla, ma se devo essere sincero, posso tranquillamente esclamare: meno male che c'è la crisi!

Credo che la parola sia abusata e utilizzata in maniera impropria. Proprio come la 'rivoluzione permanente' assume un significato diverso, così anche l'incertezza di questi anni ha portato a una sensazione di 'crisi permanente' che ce ne ha fatto dimenticare il senso.

Crisi è un cambiamento di certe regole, o meglio, è quando le regole che fino a ieri hanno funzionato non valgono più. Ok, mi sono comportato in un certo modo, non ho avuto problemi a comprare, rivendere un immobile, ad aprire un attività commerciale che bene o male funzionava. Ora, invece, la crisi mi ha imposto di cambiare.

Non basta più aprire un negozio, un ristorante, un bar, una qualsiasi attività per guadagnare, oggi bisogna fare le cose in modo diverso. Studiare e ristudiare tutti gli scenari possibili, sapersi distinguere, chiedersi fino allo sfinimento: è questo che la gente vuole? E soprattutto un imprescindibile attenzione ai flussi di cassa.

La novità di questi anni è che le condizioni sono cambiate repentinamente, ma anche questa è una sensazione relativa: se studiamo la storia – o se andiamo a curiosare in altre parti del globo - possiamo farci un'idea di come una guerra, una carestia o una pestilenza hanno mutato da un giorno all'altro le condizioni di vita di intere popolazioni.

In realtà, la vera caratteristica della crisi di questi anni è il susseguirsi di cambiamenti di rotta, molto più rapidi, e l'abbreviarsi dei periodi di stabilità. La velocità del mutamento.

Dobbiamo allora ricordarci che non è il più forte che vince, ma chi si adatta di più. Se fabbrichi cappelli, può andarti bene se tutti indossano cappelli, ma ma se nell'arco di un decennio il cappello non funziona più, allora devi cambiare.

Allo stesso modo, la crisi ci impone un cambiamento delle nostre strategie, e questo ha anche i suoi lati positivi. Non viviamo più nel torpore. La crisi ci sta spronando a essere più reattivi, più capaci di trovare nuove strade. E questo fa crescere.

La vita non è un percorso lineare ma è fatto di curve, incroci, semafori salite e discese: quale strada seguire? Segui in tuo cuore, fai quello che ti piace fare e non fermarti mai.

Un consiglio a tutti coloro a cui la crisi ha tolto ogni prospettiva: prendete un aereo, un treno o una moto; guardate altrove. Se pensate che lo fareste se non ci fosse la crisi, pensate che i nostri padri lo hanno fatto in condizioni economiche molto più incerte delle nostre. Spesso scambiamo la crisi con l'inerzia e la paura del cambiamento.

La paura ci accompagna sempre ed è li apposta per proteggerci, ma anche per ostacolarci, come dice T H Eker agite nonostante la paura!

Meno male che c'è lacrisi!

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Marco 02/16/2013 11:14

Grazie Gigi,
sono curioso di conoscere la tua storia, la tua visione, il tuo sogno

Gigi 02/16/2013 00:16

Ciao Marco.
Direi proprio che hai fornito un buon punto di vista stimolante.
Grazie

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