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11 Settembre 2012 Pubblicato da Marco Manferdini

È vero c'è la crisi, ma cambia atteggiamento!

 - Tags:  #crisi, #fallimento, #finanza, #formazione, #Situazione Finanziaria

In questi tempi mi capita spesso di parlare con persone che hanno problemi finanziari e che sono del tutto scoraggiati dalla situazione economica generale. E a volte, sono scoraggiati ancora prima di avere problemi. Insomma, oggi è diffuso il 'vedere nero'.

Ora, non voglio invitarti a una insensata allegria, ma vorrei piuttosto farti riflettere su questo: le situazioni 'spiacevoli' fanno parte del gioco della vita, e spesso non dipendono nemmeno da una nostra 'colpa'. A volte sono persino una benedizione, perché ci costringono a crescere allargando la nostra prospettiva e trovando soluzioni più evolute. Spesso però la reazione più comune a questi eventi è lo scoraggiamento, che non aiuta certo a uscirne, ma anzi può contribuire ad affondare un po' di più. Come fare allora?

Voglio raccontarti un piccolo episodio della mia esperienza, giusto per farti capire che ogni tanto capita anche a me. Qualche tempo fa ho avuto un problema finanziario che ha portato il mio conto in rosso. Quella mattina mi svegliai con un ansia, con un angoscia tale che mi annebbiò letteralmente il cervello. Immaginavo scenari di bancarotta, di fallimento, di miseria e disperazione… e non riuscii a concludere nulla per tutto il giorno.

La mattina successiva, invece, mi svegliai sorridente, pieno di energia e con un chiaro piano per recuperare quanto avevo perduto. A quel punto mi fermai un momento a riflettere. Il mio conto in banca era lo stesso del giorno prima, quando ero depresso, eppure ora ero pieno di energia e voglia di mettere le cose a posto: cosa era cambiato allora?

Era cambiato il mio atteggiamento verso il problema. Avevo cambiato la mia mappa mentale. Quindi capii che un problema è tale solo in conseguenza di come lo percepiamo.

Di fronte a un problema che ci opprime, allora, perché non fare in modo di cambiare la nostra percezione? Certo, non è facile e ci vuole un certo allenamento. Ma credo che ti già capitato, se provi a ricordare, di esserti trovato in una situazione simile o anche peggiore e di essere più sereno di ora.

Perché allora oggi siamo più apprensivi? In buona parte, siamo influenzati dal sentire generale che, complici i media, ci portano a percepire qualsiasi intoppo come una circostanza estremamente sfavorevole, che potrebbe avere conseguenze irrecuperabili. E così, invece di prendere in mano la situazione, perdiamo ogni giorno un po' di coraggio pensando a tutto ciò che potrebbe succedere. Come se, improvvisamente, smettessimo di cuocere la pasta per paura di rimanere ustionati: l'abbiamo sempre fatto, ma le statistiche sugli incidenti domestici ci hanno improvvisamente reso consapevoli di di quello che potrebbe succedere (e che in realtà dipende solo dalla tua attenzione e dalla tua capacità di affrontare la questione a sangue freddo).

Il mio consiglio, quindi, è: rimani 'sul pezzo'. Prendi atto del problema, ma non andare oltre immaginando di scenari foschi. Distingui ciò che è un dato di fatto da quello che è un'aspettativa creata dalla tua mente.

Al termine di questa operazione, sicuramente scoprirai che il tuo problema si è molto ridimensionato. Può darsi persino che ti sorprenda per la sua pochezza. E potresti anche scoprire che forse la tua vita oggi non è più precaria di quella di ieri e che l'unica differenza rispetto ad allora è il tuo atteggiamento.

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