Questa video pillola è stata registrata i primi di Aprile del 2020, in piena emergenza sanitaria.

Siamo bombardati ogni giorno da notizie terrorizzanti con rari sprazzi di ottimismo sulla possibilità di superare il momento di crisi e rivedere la luce.

Ma questa informazione è sostanzialmente a senso unico: Ti do i numeri dei morti e ti faccio vedere il caos di alcuni ospedali per farti fare quello che ti dico.

Ma che tipo di numeri sono?

Che muoiono 500 persone al giorno è vero?

Ma se mi dai questo dato senza specificare quanti di questi morti sono a causa del virus e se questo numero è sopra o sotto la media dei decessi rispetto agli anni passati, non mi stai dando un informazione oggettiva.

Il messaggio che se ne deduce è che TUTTI e 500 (o mille che siano) sono deceduti per colpa di questo agente infettante.

E ancora: il virus è o non è causa di infezione?

Come mai alcuni virologi dicono che i virus sono la conseguenza di una infezione e non la causa?

Come facciamo a distinguere le notizie false da quelle vere?

Il problema non risiede nella verità o falsità delle notizie ma nel modo in cui me le dai.

Facciamo attenzione che il successo di una notizia dipende proprio dal MODO in cui viene divulgata molto più che dal suo contenuto!

Sapete di cosa abusano le notizie? Di aggettivi!!

Oggi una qualsiasi notizia è (o almeno DEVE esserlo per avere successo): eccezionale, straordinaria, terribile, spaventosa, incredibile, assurda, immane, devastante…

Se viene uccisa una persona è omicidio, se sono due è una strage…

Siamo in grado di leggere una notizia senza farci influenzare dagli aggettivi?

Ovviamente questo vale per tutte le notizie, sia che provengano da canali a larga diffusione televisiva (mainstream) che da canali “secondari”.

Ma se il canale “secondario” è un canale come Youtube, Facebook, Twitter, Instagram che sono controllati e gestiti sempre dalle stesse persone che controllano quello “principale”, siamo sicuri di essere veramente liberi di farci un nostra opinione?

Dobbiamo sviluppare la nostra capacità di leggere tra le righe di una notizia e, soprattutto, leggerle TUTTE.