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16 Ottobre 2013 Pubblicato da Marco Manferdini

L'FMI, i prelievi forzosi e la vera filosofia del denaro

 - Tags:  #crisi monetaria, #oro, #banche, #formazione

L'FMI, i prelievi forzosi e la vera filosofia del denaro

In questi giorni circola una notizia piuttosto inquietante: un rapporto dell'FMI suggerirebbe un prelievo di capitale dai patrimoni per risolvere il debito fuori controllo degli Stati. Molti giornali e siti hanno fornito notizie confusionarie, facendo ipotesi basate su
fonti di seconda e terza mano.

Il documento è scaricabile a questo link direttamente dal sito del Fondo Monetario Internazionale.

Chi conosce l'inglese può leggere con i suoi occhi a pagina 49 del documento il passaggio incriminato, che è una elucubrazione abbastanza accademica che tira in ballo illustri economisti:

L'FMI, i prelievi forzosi e la vera filosofia del denaro

Il denaro, questo sconosciuto

Il denaro non ha più un valore universalmente riconosciuto, ma è un valore che cambia e cambia molto in fretta. Oggi con questo denaro ti  compri una casa, domani non ce la fai più. L’inflazione ha eroso il valore del tuo denaro, e poi sembra che ci si metta anche qualche governo a fare prelievi forzati.

Quindi risparmiare denaro vuol dire perdere valore!

Ecco la necessità di convertire il denaro in qualcosa di meno volatile. E soprattutto non facilmente manipolabile da governanti scriteriati o accaniti speculatori.
Oro?
Argento?
Case?
Soya?
Petrolio?
Diamanti?

Sono tutte cose interessanti ognuna con una sua caratteristica diversa.  Ci possiamo chiedere: quanta reversibilità hanno queste cose? Nel senso che se io volessi ritrasformarle nuovamente in “denaro”, cosa succede? Quanto tempo ci metto?

E fatto 100 il denaro che ho "convertito", il passaggio inverso mi porterebbe più o meno di 100?

Ecco dove sbagliamo: il ragionamento di calcolare il "numero" di soldi che ci torna indietro è sbagliato. Dovremmo calcolare il valore che ci torna indietro.

E qui le cose si complicano: a quale valore dovremmo fare riferimento?

Un ragionamento corretto potrebbe essere: oggi con 100 ci compro una mela.
Converto in una delle cose che ci siamo detti prima, poi, dopo un po’, lo riconverto in denaro.

Ci compro sempre una mela o non ci riesco più?

Oppure addirittura me ne posso comprare due?

E se facessi lo stesso esperimento con un diamante, o con oro o con una casa, otterrei lo stesso risultato della mela? Ecco quindi il concetto di diversificazione.

Potrebbe essere saggio convertire il denaro in più di un “asset class”. (concedetemi il termine in Inglese che fa "figo") Oggi il valore del petrolio sale perché sale la domanda, ma domani, con l'avvento delle auto elettriche potrebbe scendere.

Quindi si può convertire un parte del proprio denaro in petrolio ma, bisogna rimanere attenti e vigili sui cambiamenti che ci saranno.

E le case?

Penso che fin quando la popolazione mondiale continuerà a crescere la domanda di case ci sarà sempre. A volte questa domanda sarà un po’ "drogata" da alcuni fattori come il credito senza limiti e avremo la "bolla" ma poi ci sarà un nuovo equilibrio e la “bolla” comincerà a sgonfiarsi, ma alla lunga la domanda di case sarà sempre in crescita, la popolazione aumenta e aumenterà anche la domanda:
 
…fin che c'è domanda c'è speranza... parafrasando una famosa citazione dalle Epistulae di Cicerone.

E dell'oro e dei diamanti, ci sarà sempre domanda?

Il desiderio - e anche la cupidigia - del genere umano lasciano supporre di sì. Da secoli ci si è scannati per l'oro e le pietre "preziose". Metto la parola preziose tra virgolette per sottolineare che siamo proprio noi a definirle preziose, forse perché rare, forse perché belle, forse per entrambe le cose.

Scarsità=valore

Ecco un'equazione semplice ed efficace. Acquisto una casa esclusiva, vuol dire che non ce ne sono tante come quella, ed ecco che vale di più.

Ci dicono che ci sarà uno sciopero dei distributori di carburanti? Ed ecco formarsi delle file pazzesche per accaparrarci un pieno fino all’ultima goccia. E se dovesse costare di più lo fareste sempre il pieno? Piuttosto che rimanerne senza, forse si!

Durante la seconda guerra mondiale sapete cosa è successo al pane ad esempio?
il prezzo del pane, da circa 1,80 Lire al chilogrammo nel 1938, arrivò a costare nel 1943 al mercato nero 8,50 Lire mentre la pasta, che costava 3 Lire al chilogrammo, nel 1943 salì a 9 Lire.

Ma era il valore del pane a salire o il valore del denaro a diminuire? Più una cosa scarseggia e più la desideriamo e più siamo disposti a pagarla. il ragionamento diventa filosofico ma, secondo voi il denaro è filosofia?

 

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marco 10/23/2013 13:22

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