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26 Febbraio 2013 Pubblicato da Marco Manferdini

Le elezioni e il fascino irresistibile del "pasto gratis"

 - Tags:  #Brian Tracy, #elezioni, #politica, #Situazione Finanziaria

Il risultato delle elezioni ci deve far riflettere. Forse qualcuno confidava in un cambio di marcia o di direzione, qualcun altro (soprattutto chi sta da una parte) riterrà addirittura che ciò sia avvenuto. E invece, se analizziamo non solo il risultato (un paese diviso in tre) ma anche il percorso che l'ha generato, non c'era da aspettarsi nulla di buono.

In un articolo dello scorso autunno, durante la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi, Brian Tracy fece alcune considerazioni che valgono anche per la nostra situazione.

Generazioni di politici, specialmente dalla Seconda Guerra Mondiale, hanno fatto promesse finanziarie basate sulla speranza di ritorni futuri che nessun paese, inclusi gli Stati Uniti, saranno mai capaci di mantenere.

Sappiamo tutti che la Grecia è in bancarotta. Il paese ha molti più debiti di quanti ne possa mai ripagare. Per molti anni, entrambi i partiti assicurarono ai Greci che avrebbero potuto lavorare cinque ore al giorno, andare in pensione a 50, ricevere il 90% o più dei propri stipendi per il resto delle loro vite ed evitare di pagare le tasse quando possibile.

Anno dopo anno, gli elettori si sono recati alle urne e hanno eletto i politici che hanno fatto le promesse più meravigliose su quanto avrebbero dovuto lavorare poco e su quanti soldi avrebbero ricevuto. Oggi il paese è in bancarotta, e probabilmente collasserà, che si porti dietro oppure no l'Euro.

Bene, dopo aver letto attentamente le parole di Tracy, domandiamoci: in che cosa la campagna elettorale, pur nella crisi conclamata, si è distinta dalle precedenti? E' una domanda importante da porsi, per capire che proprio la crisi e l'austerità sembra aver estremizzato le proposte politiche nel senso descritto da Tracy. Dei tre partiti vincitori, uno ha proposto di restituire l'IMU, uno un reddito di cittadinanza di mille euro al mese e un altro ancora di tassare i più ricchi, lasciando intendere grossi vantaggi immediati per i propri elettori.

Insomma, i partiti che hanno raccolto i maggiori consensi hanno sfruttato la leva di quello che Tracy, nello stesso articolo, ha definito come “Fattore E”: il fattore dell'espediente. Secondo questo principio, la natura umana è tale per cui le persone cercheranno sempre di trarre il massimo dal minimo sforzo, nel più breve periodo possibile, con poca o nulla preoccupazione per le conseguenze a lungo termine delle proprie azioni.”

Così, in America, ma anche da noi, ciò che ha fatto più presa è stata la promessa immediata, alla gratificazione istantanea, una sorta di gratta e vinci elettorale senza spiegare come avrebbero potuto tenere fede a tali promesse. E, cosa più grave, queste elezioni non hanno fatto eccezione.

E non potrebbe essere altrimenti: chiunque avesse il coraggio di dire che non esistono pasti gratis e abbia quindi intenzione di proporre cure veramente risolutive, dovrebbe farlo scardinando le lobby e prendendo iniziative impopolari. E la lobby più potente per un politico, è quella del consenso popolare a buon mercato.

In questi ultimi anni cominciamo a capire duramente che dobbiamo scordarci di avere il telefonino di ultima generazione in tasca e il SUV nuovo di pacca ogni due anni o andare in vacanza ai tropici, prendendo oggi e pagando poi. Tuttavia, la risposta dell'elettorato sembra essere andata proprio in questa direzione. Se non rispondendo all'offerta di “pasti gratis”, ad attribuire la responsabilità alla parte avversa (i ricchi, ad esempio).

E invece, in una situazione di crisi globale come quella che stiamo vivendo, le colpe sono distribuite e dobbiamo prenderne atto. Se non lo faremo – e dal voto non appare possibile che si prendano decisioni in tal senso - il mercato lo farà per noi. Sarà il mercato a ridimensionare i prezzi, sarà il mercato che premierà il merito, sarà il mercato a dettare le regole e a riconfigurare l'economia. Quello che non riusciranno a fare i politici lo farà di forza il mercato come un dittatore spietato ed inesorabile, riproporrà una parodia della 'A Livella di Totò.

Chi saprà muoversi nel mutato scenario socioeconomico imposto dal mercato avrà successo, altrimenti...

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