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30 Luglio 2013 Pubblicato da Marco Manferdini

[Dove investo i miei soldi?] L'immobiliare all'estero

 - Tags:  #Cina, #dove metto i mie soldi, #formazione, #germania, #immobiliare a londra, #Investimenti Immobiliari, #investire all'estero

[Dove investo i miei soldi?] L'immobiliare all'estero

Come scegliere il paese estero dove comprare una casa come investimento? Voglio iniziare raccontando una storia molto interessante.

Qualche giorno fa ho parlato con un lettore italiano residente in Cina. Mi ha raccontato dell'odissea che ha dovuto attraversare per aprire un conto corrente in Italia, passando attraverso innumerevoli banche che gli opponevano assurdi ostacoli tecnici e burocratici solamente perché non aveva la residenza nel nostro paese.

Ma aldilà delle solite assurdità italiane, quel che mi interessava era la motivazione. La preoccupazione del nostro amico era la seguente: siccome si trovava in un paese molto diverso dal nostro, pur trovandosi molto bene, giustamente pensava anche all'eventualità di dover lasciare lasciare la Cina in tempi brevi, ad esempio se avesse perso il lavoro, e di dover vendere con estrema rapidità (quindi svendere) un suo eventuale acquisto immobiliare.

L'episodio mi offre lo spunto per una riflessione sugli investimenti immobiliari – e non solo immobiliari- all'estero. In questi anni abbiamo sentito molto parlare di opportunità nei BRIC, nei paesi dell'est europeo, in Germania, in Inghilterra e altrove. Sono tutte opportunità da sondare, ma i numeri non bastano.

Occorre infatti inserire nel business plan anche un'attenta valutazione delle differenze culturali e di ordinamento, i rischi sociali, economici e politici del paese in cui vogliamo investire. Se io compro un immobile in un paese estero, che ne è della mia proprietà e dei miei soldi se, per qualsiasi motivo, mi trovo espulso dal paese, oppure sono costretto ad abbandonarlo perché la situazione è diventata instabile, o ancora il paese va in default?

Sarà forse perché certe storie mi sono molto vicine che vorrei solo accennare alla vicenda della famiglia di mia moglie che negli anni sessanta sono stati costretti ad abbandonare dalla sera alla mattina tutto quello che avevano e letteralmente scappare dal Congo per evitare il machete delle milizie del nuovo imperatore del centro Africa.

Proprio per questo io sostengo che gli immobili devono essere più “mobili”: occorre, prima di investire, assicurarsi della possibilità di liquidare in tempi relativamente rapidi l'immobile, e aspettarsi ritorni in misura direttamente proporzionale al rischio.

In paesi come Germania e Inghilterra, ad esempio, puoi avere ritorni più modesti, perché sono paesi stabili a rischio molto basso. Un paese come la Turchia, invece, pur con un'economia molto forte, ha dimostrato nei mesi passati di avere qualche problema di instabilità sociale che dovrebbe indurre a qualche cautela.

Certo, però, che tra i paesi oggi a maggior rischio rientra sicuramente – mi duole dirlo – l'Italia. Lì, se dovete proprio investire, assicuratevi che sia veramente un affare più che ottimo. E che possiate liquidarlo immediatamente. Due condizioni altamente improbabili da noi, ma non impossibili.

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