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2 Ottobre 2012 Pubblicato da Marco Manferdini

Essere ricchi è peccato? Ma per favore...

 - Tags:  #libertà finanziaria

Domenica durante l'Angelus, papa Benedetto XVI ha ricordato le parole di San Giacomo, ovvero la famosa invettiva contro i “ricchi” (chi vuole, può leggerla qui). Cogliendo l'occasione delle ennesime ruberie nella gestione di fondi pubblici, il Santo Padre approfitta dello stato d’animo alquanto alterato della gente per ribadire il messaggio che i “poveri” sono beati di Dio e i “ricchi” sono disonesti.

Bene: caro Santo Padre, io non ci sto. Voglio anzi esprimere tutto il mio disaccordo e il mio disappunto per queste parole scritte 2000 anni fa e che la Chiesa continua a proporci distorcendo il messaggio originale a proprio interesse e, a mio parere, con grande scorrettezza.

In primo luogo, le ruberie che oggi sono balzate agli onori delle cronache non hanno come protagonisti i famigerati "ricchi", ma coloro che criminalmente sottraggono soldi pubblici per i propri fini: non si tratta di persone che hanno guadagnato denaro grazie alle proprie attività e alla propria determinazione, rischiando – e molto - in proporzione agli obiettivi che si sono posti. Si tratta invece di criminali che hanno approfittato della propria posizione privilegiata e che meritano tutta la nostra condanna.

In secondo luogo, se andiamo a ritroso nella storia, ci accorgiamo che la condanna delle ricchezze è una costante della Chiesa Cattolica, ma non lo è per altre confessioni cristiane. Esiste anzi un famoso saggio di Max Weber che evidenzia il legame tra l'etica calvinista e la nascita del capitalismo: per Calvino, infatti, il lavoro è una vocazione e il profitto che ne deriva è un segno della grazia divina. Ma, cosa più importante, “il profitto va reinvestito perché il beruf [la professione, il mestiere, ndt] ha un valore in se stesso e non per i godimenti che possa procurare”. Ed è proprio questa la differenza: mentre le parole di San Giacomo si riferiscono a chi accumula per amore della ricchezza, il mondo è cambiato, e parecchio.

Ora, personalmente non trovo nulla di male nel godere della propria ricchezza, così come trovo giusto che chi abbia disponibilità aiuti chi ha bisogno (cosa che in molti fanno, in privato e senza pubblicizzarlo). Perché, attenzione, non è il denaro la radice di tutti i mali, è l'uso che se ne fa. E nel mondo contemporaneo, in cui l'economia è aperta, non sono solo le “opere di bene” - pur sacrosante – l'unico uso buono della ricchezza: chi reinveste i propri guadagni, facendo circolare il denaro, permette ad altri di beneficiarne, in termini di posti di lavoro e di guadagni.

Insomma, l'invettiva di San Giacomo suona un po' datata e, se proprio andassimo a vedere, in contraddizione proprio con il pulpito da cui proviene: perché infatti dovremmo accettare il messaggio che ci vuole poveri e buoni, da chi accumula ricchezza ed esibisce sfarzo da 2000 anni?

Non è corretto, caro Santo Padre, approfittare della tua posizione di capo della Chiesa per indurci a credere che essere ricchi sia sinonimo di disonestà e fonte di tutti i mali! In fondo, sono proprio messaggi come questo che non permettono a molte persone di agire con determinazione per risolvere la loro situazione finanziaria creando in loro un conflitto interno di valori e fede.

Prendete coscienza dei messaggi che ci arrivano continuamente dai media e sappiate ragionare con la vostra testa, non con quella degli altri.

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Roberto 10/07/2016 17:26

Ciao marco,se leggi bene nn ce scritto ke la ricchezza e un male!e nel caso da te citato(un caso comunque singolo)o un bel esempio ke praticamente ness.o la minoranza assoluta esegue!in un mondo dove solo il10%della pop.mondiale detiene piu del50%della rikkezza mondiale!quindi e kiara la disparita e lingiustizia sociale ke x vari motivi nn c sará mai!es.ki abita in luoghi tipo deserto etc.se fatta come dici nel tuo esempio la rikk.e ok,infatti o scritto ke devi mantenere cmq un certo comportamento!pero nn so se tu sei cristiano?il SMS di gesú e quello di lasciare le rikkezze!e pensa piu agli altri anke puoi esse rikko appunto uno viene (salvato)x opere e x grazia!quindi tenendo un CERTO comp.gente tipo o ki va in giro con yacht da20ml di€!ki beve champagne don perignon etc.gente tipo berlusca o briatore ele loro puttane nn anno capito il SMS la loro felicita superba e a volte egoista sará dannata x leternita!anke berlusca da 80.000posti di lav.a x i suoi interessi peró.devi lasciare le rikk.e nn amare il mondo e le sue cose!quando muori vai nel ades!dove la disparita le ingiust.etc.saran pareggiate,ehh tu tela sei goduta cmq vada mentre gli altri soffr.se la tua risp.e nn e mica colpa mia?nn ai capito nulla.la tua scrittura e (a ki giova luomo se guadagna il mondo e però perde lanima sua)viviamo x quello!vedi bibbia,Dio ti benedica

Roberto 10/07/2016 09:17

Salve a tutti,io penso invece ke se e vero ke la vita e una "prova"e il sms di gesú ke e venuto dice:nella vita x avere qualkosa basta pagare,da Dio invece se vuoi ricevere devi lasciare!senza fini in miseria!devi tu rikko tenere un certo comportamento,xrkè ognuno di noi vive x la ricerca della salvezza del anima!cmq tu ke teli sei lavorati bravo?o fortunato ke sii stato,sconterai cmq nel ades!vedi cose,dove ki troppo a avuto in questa vita sara tormentato nel altra!in attesa del giudizio,le cose saran pareggiate li,non e ke tu tela godi anke teli sei lavorati etc.non e giusto" in un mondo dove milioni di pers.soffrono!nel ades(sogg.dei morti)t sara fatto sconta il fatto di esse stato(bene)anke xnn e colpa tua a volte c si ritrova rikki,a devi pensare piu agli altri!il sms ke gesú ti a dato ricorda e lasciare le rikkezze,senza fini x strada tenendo cmq un certo comport.saluti

Marco Manferdini 10/07/2016 10:46

Perdonami Roberto ma ho avuto difficoltà a capire quanto hai scritto.
ho provato anche con il traduttore di Google ma senza successo...

Ribadisco il concetto del mio pensiero.
Essere ricchi non è di per se un male.
E' l'uso che se fa della ricchezza che fa la differenza.
Se uso la ricchezza per costruire un ospedale (nel mio caso un Hospice per i malati terminali),
allora la ricchezza è un bene.

Come spesso accade alcuni concetti di base vengono con il tempo, modificati e adattati
ad uso e consumo di chi li tramanda.
Questo porta, molto spesso, a produrre un risultato molto diverso dal messaggio originale,
arrivando perfino a stravolgerlo.

Ed ecco che arrivano le varie "interpretazioni" che ci si sforza di adattare alle proprie convinzioni
dettate dalle proprie esperienze personali.

Facciamo attenzione a emettere giudizi e verdetti: cerchiamo di vedere le cose da tutti i punti di vista.
Non mi metto a criticare o giudicare quello che avrebbe detto Gesù, non ne ho gli elementi oggettivi.
Ma non condivido chi strumentalizza certi concetti a proprio vantaggio magari per ottenere un consenso popolare o,
ancora peggio, per soggiogare e controllare.

Tuttavia per non condividendo la tua idea, darei la vita perché tu la possa esprimere.
Prendo in prestito una frase di Voltaire...

Ciao

Max 10/12/2015 21:05

Solo una breve considerazione sul giovane ricco, spesso citato nei casi di ricchezza si, ricchezza no. Il grande problema del giovane ricco non è la sua ricchezza, è semplicemente avaro. Passo del vangelo che è stato sempre frainteso. Non dimentichiamo che Gesù aveva fra i suoi amici degli esattori delle tasse, fra i più ricchi del tempo, Giobbe era ricco, molti passi della Bibbia parlano di abbondanza e non solo abbondanza spirituale.

Francesco Vignotto 10/03/2012 07:56

Alessandro, il discorso è interessante, ma mi pare che Marco nel suo articolo non intendesse ricostruire il messaggio originale del cristianesimo, ma criticare una visione molto più grossolana che viene trasmessa da una particolare confessione...

paolo marchetto 10/03/2012 05:45

Condivido Alessandro, e aggiungo:
Re Salomone... era ricchissimo.
Ma soprattutto faccio presente 2 cose:
1 Parabola del cammello e della cruna dell'ago.
Pare ormai accettato che la cosiddetta "cruna dell'ago" sia in realtà un errore di traduzione. La cruna altro non sarebbe che il passaggio che un tempo dovevano fare i cammelli per entrare nelle mura delle città protette. Erano passaggi che per sicurezza dovevano essere piuttosto stretti e scomodi. Quindi il significato della parabola non è che per un ricco è impossibile ottenere la salvezza dell'anima, ma che potrebbe essere difficile ottenere la salvezza dell'anima qualora il solo fine della vita sia accumulare ricchezze, fine a se stesse.

2 ricordo la parabola dei talenti, (a mio avviso il miglior discorso motivazionale di sempre) dove alla fine Gesù ha parole straordinariamente dure proprio verso l'ultimo servo che non ha fatto nulla: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro (almeno) dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti".

Marco Manferdini 10/02/2012 23:30

Grazie Alessadro, mi interessa il tuo punto di vista. Attendo le tue considerazioni.
Ciao

Alessandro 10/02/2012 23:19

Commento "Sacrosanto" !!

Alessandro Nisi 10/02/2012 22:47

quindi cercare di diventare ricchi è peccato? ovviamente NO; tutto è lecito ma non tutto giova; la cosa importante è fare le cose, qualsiasi cosa, per amore;

Alessandro Nisi 10/02/2012 22:27

il messaggio cristiano, per essere compreso (e poi condiviso o meno), va analizzato nel suo complesso, dando il giusto peso a tutto; molti si ricordano solo della parabola del giovane ricco; ma se non si vede alla luce di tutta la Bibbia, sembra quasi che essere ricchi sia una colpa; e invece no; abbiamo dei notissimi controesempi; san Giuseppe D'Arimatea, l'uomo che unse il corpo di Cristo; Cristo stesso che andava in giro con una veste bellissima e pregiatissima; che si fece versare su di sè olio per 300 denari (più o meno 10.000 euro di oggi); nelle prime comunità c'erano i ricchi che si convertivano e che rimanevano ricchi; semplicemente cominciavano ad aiutare i poveri e a condividere con essi; e trattavano con amore i propri servi; ma non è che diventavano poveri; quale è il discorso e il cuore della parabola del giovane ricco? cosa chiede il ricco a Gesù? cosa deve fare per avere la vita eterna, per vivere nell'eternità; Gesù gli dice di limitarsi a compiere i comandamenti; il giovane gli dice che già lo fa; allora Gesù gli dice di lasciare tutto e di seguirlo; ma il giovane non lo fa; come si concilia questo episodio con i controesempi di cristiani ricchi? perchè sembra contraddirsi; in realtà la questione è un'altra; Gesù dice in fondo: "guarda che la tua vita non ha senso se pensi che consista semplicemente nel fare il bravo cittadino o il bravo ragazzo; vuoi davvero l'eternità? vuoi dare un senso alla tua esistenza? decidi uno scopo da raggiungere e si disposto a perdere tutto pur di raggiungerlo! allora la tua vita avrà un senso"; lo stesso quando dice "che senso ha avere tutte le ricchezze del mondo se poi si perde la tua anima"; quindi non dice che è peccato essere ricco, dice che è peccato non dare senso alla propria vita, rinchiudersi nel proprio guscio senza sapere che c'è un interno universo con il quale interagire; e usare le ricchezze (poche o molte che siano) o sicurezze per chiudersi in gabbia; e cosa è l'inferno? mica il fuoco eterno, l'inferno è proprio il rimanere chiusi in sè; Erich Fromm (che è ateo tra l'altro) dice che l'egoista non è l'uomo che ama troppo se stesso, ma l'uomo che non ama neanche se stesso e che per supplire alla sua mancanza d'affetto per se stesso, è costretto a riempirsi di oggetti; e questo vale sia per chi guadagna poco, sia per chi guadagna molto.

Ciro Farfalla 10/02/2012 16:54

attendo

Alessandro Nisi 10/02/2012 16:45

Il cristianesimo non dice che essere ricchi è peccato.ora sono con lo smartphone e non riesco a spiegare tutto.spiegherò meglio appena posso

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