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8 Maggio 2013 Pubblicato da Marco Manferdini

Togliere l'IMU? L'idea non è così insensata

 - Tags:  #immobiliare, #IMU, #Investimenti Immobiliari, #Italia

Togliere l'IMU? L'idea non è così insensata

Togliere l'IMU? La proposta, come sempre, rischia di non essere valutata seriamente affogando nel dibattito e nella contesa tra partigianerie politiche. Ma il tema che apre è reale e molto più vasto.

Tuttavia, noto con piacere che Aldo Giannulli esamini spassionatamente questa ipotesi in un articolo su Cadoinpiedi (che è di Casaleggio e quindi della “parte avversa”). Secondo Giannulli, abolire l'IMU non è insensato, perché occorre spostare il peso fiscale dagli investimenti produttivi e dai consumi verso le rendite finanziarie, "che sono improduttive". Certo, continua, forse l'IMU non sarebbe la prima tassa da tagliare, perché su imprenditori e proprietari di case gravano un numero elevatissimo di balzelli statali tali da affossare, come è successo nei fatti, l'imprenditoria e il mercato immobiliare italiani.

Non posso che concordare con quanto scritto. Parliamo molto del lavoro che manca, ma la disoccupazione non è una causa, bensì un effetto dell'impossibilità di fare impresa e di investire in Italia. Per rilanciare le imprese – e quindi il lavoro - bisogna dare dei motivi validi per investire, invece dei disincentivi rappresentati dall'elevatissima tassazione (il 52-56% del PIL). Mettiamocelo bene in testa: fino a quando non sarà conveniente fare impresa in Italia, il problema non si risolverà.

Per l'immobiliare vale lo stesso discorso. Le transazioni sono tassate sopra ogni logica: a Lipsia, in Germania, una compravendita di casa è tassata al massimo al 5% notaio compreso. Sapete quanto è tassata invece in Inghilterra? Praticamente zero se la transazione non supera un certo importo (350.000£). Aggiungiamo poi la tassazione abnorme della proprietà (in arrivo ci sarà anche la Tares...).

Aggiungiamo anche i prezzi al mq fuori di testa, che non permettono a chi ha un normale stipendio (almeno per chi ce l'ha) di comprarsi una casa se non aiutato dai genitori.

D'altro canto, le banche non concedono più credito se non, come osserva giustamente Giannullo, sotto garanzia della Regina Elisabetta.

Aggiungiamo a tutto questo il diritto inesistente (quanto tempo occorre a rientrare in possesso della casa se non ti pagano l'affitto?)... E poi ci meravigliamo che l'immobiliare è in crisi?

Ecco dunque la mia personale ricetta: via qualsiasi balzello sulle case per almeno 12 mesi, tasse, imposta di registro, bolli, imposte catastali e ipotecarie.

Per chi compra casa, un premio: non pagherà nessuna tassa sulla casa per 3 anni. Compri casa e la dai in affitto? Bene, hai reso produttivo il tuo investimento, quindi niente tasse per i primi 36 mesi.

Se non paghi l'affitto, hai la certezza di non essere sbattuto in strada dalla sera alla mattina; ma puoi essere sicuro che sarai sbattuto fuori entro 12 mesi.

A chi ritiene utopiche queste proposte, ricordo che in Germania le banche non chiedono garanzie personali, ma vogliono che l'immobile sia redditizio.

Che dite il mercato immobiliare non si risveglierebbe?

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corso excel gratis 06/01/2017 09:46

Dopo aver seguito un corso online ho realizzato un foglio excel con il quale calcolare l'imu tenendo conto di aliquote e detrazioni...è molto utile per avere in anticipo una indicazione di quel che si dovrà pagare

Lino 05/09/2013 20:38

caro Marco Manferdini, innanzitutto i complimenti per le varie iniziative (immobiliari e non), molto interessanti le tue "pillole" ed il webinar a cui ho partecipato e che ho seguito con molto interesse.
Venendo al commento su quanto hai postato sono d'accordo in generale, meno, su una piccola cosa: la franchigia dei 12 mesi per il mancato affitto. Non in Italia, almeno. Caro Marco non pigliamoci in giro, siamo troppo "furbacchioni" e la "libertà" bisogna sapersela guadagnare e mantenere. Del resto non vedo perchè, pur con la massima comprensione possibile, il singolo cittadino deve assoggettarsi l'onere sociale sulla sua pelle e pure per "statuto", per legge, come proponi tu. L'onere sociale dovrebbe e deve essere dello Stato, che a questo è stato deputato, semmai il singolo è libero, liberissimo di pensare ed applicare volontariamente ogni regalia, liberalità e generosità (e ci mancherebbe), ma le regole sono regole. Il primo ad applicarle è proprio lo Stato (ed in forma vessatoria, antipatica e di spregevole sudditanza - noi verso lo Stato). Ti consente di non pagare liberamente per 12 mesi? E le banche? E tutti i principali erogatori di servizi (gas, acqua, luce, nettezza urbana, comuni, ecc)? Non credo proprio! Chi sbaglia paga (è la dura legge della vita, del mercato, delle cose), chi non paga è out. Poi ci sono tanti casi, tante situazioni, tanti distinguo che saranno singolarmente e personalmente affrontati direttamente dal proprietario (se può e se vuole), ma comunque dovrebbero esserci varie strutture, enti, figure statali, comunali, provinciali (insomma chi vogliamo noi) che dovrebbero valutare, soppesare e quindi immediatamente provvedere. Però no ai furbetti (in ogni caso), ovviamente si alla solidarietà sociale e collettiva se del caso (e se è così, allora ampia). Solo dopo che avremo imparato (quando?) ad essere più onesti, sociali ed altruisti, potremo "allargare" i nostri ragionamenti e possibilità.
Un saluto
Lino Marasco
linomar53

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